|
|
L'origine della parola Zona Il termine Zona è di origine farmacologica: quando un farmaco è dosato correttamente si dice che è nella sua zona terapeutica. Il termine Zona nasce dal fatto che Barry Sears, ideatore della Zona per anni si è occupato di farmaci. A dosi molto basse, un farmaco è inefficace, mentre a dosi molto alte i suoi effetti collaterali (talvolta molto gravi) prevalgono su quelli benefici. L’ambito entro il quale il dosaggio del farmaco è efficace e poco tossico, viene definito “zona terapeutica”.
Quando Barry Sears ha ideato il suo nuovo metodo di alimentazione, ha voluto ricordare che Ippocrate, il padre della medicina, settecento anni avanti Cristo, aveva affermato : “Il cibo sia la tua migliore medicina e la tua medicina sia il tuo cibo”. Venticinque secoli dopo, le ricerche scientifiche gli hanno dato ragione: il cibo si comporta come una medicina e la dieta Zona usa il cibo proprio con la stessa attenzione che si riserva a un farmaco.
Le prime persone sulle quali Barry Sears ha testato il suo metodo alimentare sono stati dei grandi atleti. Ogni sportivo sa che esiste un stato di forma fisica e mentale chiamato “zona” in cui è possibile ottenere la massima prestazione. E’ una condizione fuggevole molto difficile da raggiungere, ma quando si è in “zona” tutto diventa facile perché l’organismo rende al massimo. Non siamo tutti atleti, ma a tutti interessa vivere nella migliore forma possibile.
Perché non ipotizzare di estendere e prolungare questo stato di grazia? E’ quanto ha pensato l’ideatore della Zona, che con il suo metodo usa un particolare equilibrio tra i nutrienti per modulare gli ormoni, proprio come accade nella “zona terapeutica” di un farmaco: se la sua concentrazione è troppo bassa non ha nessun effetto, se è troppo alta è tossico. Paragonando il cibo a un farmaco, si aggiunge questa accezione al termine, per usare gli alimenti in modo corretto, senza eccessi e senza carenze. Se si mangia con le appropriate attenzioni, si possono mantenere i livelli di certi ormoni in una “zona” né troppo alta, né troppo bassa in cui migliora l’efficienza fisica e mentale e si può contribuire a prevenire alcune patologie. |
| |
|
|
|