La convinzione che i carboidrati siano il miglior carburante per l’uomo è molto diffusa. A testimonianza di ciò vengono portati come esempio gli atleti, ritenuti particolarmente adatti a confermare o a smentire qualsiasi teoria che abbia obiettivo il miglior risultato fisico. Basandosi quindi sul questo principio, gli allenatori, i preparatori atletici e i nutrizionisti consigliano ai loro assistiti di rimpinzarsi con gli alimenti ricchi in carboidrati, per garantirsi le energie necessarie a sostenere le performance, specialmente quelle di resistenza.
Da dove proviene questa teoria che ha mitizzato la pasta e le bevande zuccherine, importanti punti di riferimento per tutti gli atleti di qualsiasi specialità, ma anche per coloro che fanno un po’ di fitness o che sono addirittura sedentari?
Tutto risale a una trentina d’anni fa, quando si condusse il seguente esperimento su atleti ben allenati:
· vennero sottoposti a una dieta ricca in proteine e povera in carboidrati. In breve tempo ci fu un calo delle prestazioni perché esaurirono tutte le loro scorte energetiche di glicogeno
· nei giorni successivi vennero forniti loro dei pasti ad alto contenuto di carboidrati e si notò che le performance miglioravano.
Da ciò si dedusse che i carboidrati migliorano la resa degli atleti.
E’ giusta questa conclusione? O è più giusto dire che l’eccessiva riduzione dei carboidrati danneggia le performance?
E’ quanto pare più probabile oggi, in base alle attuali conoscenze e alle osservazioni di atleti che migliorano la loro resa fisica proprio non esagerando con i carboidrati, ma senza escluderli dalla loro alimentazione.
Da dove arriva allora l’energia? Dai grassi intramuscolari. Per permettere il loro utilizzo, però, bisogna seguire un’alimentazione adatta a controllare i livelli d’insulina che impedisce l’accesso ai grassi quando è troppo alta a causa di un eccesso di carboidrati.
In una parola, bisogna seguire la Zona. In questo modo si possono utilizzare i grassi come fonte preferenziale di energia ottenendo vari benefici:
- si attinge a una fonte energetica doppiamente efficace rispetto ai carboidrati
- non ci sono gli effetti collaterali degli eccessi d’insulina, come l’improvviso calo di energia, la riduzione della massa magra, la vasocostrizione, la broncocostrizione, l’infiammazione, ecc.
Gli atleti che seguono queste indicazioni mangiando un po’ di carboidrati, ma non troppi, confermano la teoria, a patto che mangino i grassi necessari e li scelgano bene: i migliori sono gli Omega 3 a lunga catena (l’olio di pesce) e i monoinsaturi tipo l’olio extra vergine d’oliva, le olive, i pistacchi, le mandorle ecc.
Il mito dei carboidrati sta per tramontare?
Gigliola Braga